Due raccolte fondi annue che possono fare tutte le Associazioni, anche senza partita Iva!

Posted by on mag 2, 2016 in associazioni, Slider | 0 comments

Due raccolte fondi annue che possono fare tutte le Associazioni, anche senza partita Iva!

Cercheremo oggi di fare un po’ di chiarezza su come ogni  associazione (Adv, APS, ASD, Culturali, ecc.) possa fare raccolta fondi mediante ogni tipo di attività anche commerciale (nel rispetto delle leggi specifiche vigenti!). Buon approfondimento.

Non sempre ai più è ben chiaro cosa possa essere effettuato e cosa no, quale siano le attività istituzionali e quali quelle commerciali in ambito associativo.  Senza entrare troppo nello specifico, questo post vuole essere esaustivo per chi amministra uno degli strumenti più democratici in assoluto: le associazioni.

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Tutte le Associazioni infatti (con o senza partita iva), di qualsiasi natura (OdV, APS, ONLUS, ASD, No profit generiche, ecc.) possono fare 2 eventi annuali di raccolta fondi, fino a 51.645,69 euro. (art. 2 del D.Lgs. 460/1997) …”I fondi pervenuti agli enti non commerciali (associazioni) a seguito di raccolte pubbliche non concorrono alla formazione del reddito e, oltre ad essere esclusi da IVA, sono esenti da ogni altro tributo.”
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Per essere considerate valide, le raccolte fondi devono:

  1. essere pubbliche e svolte in via occasionale;
  2. concomitanti con celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione.

La Legge non specifica però quando le raccolte pubbliche possano essere considerate “occasionali” e quindi fruire delle suddette agevolazioni fiscali. L’unico riferimento potenzialmente applicabile è quello contenuto nell’art. 25, comma 2, della Legge 133/1999,  si stabilisce che, affinché le raccolte di fondi possano essere considerate escluse dal calcolo della base imponibile, è necessario che si verifichino entrambe le seguenti condizioni:

  1. il numero di eventi durante il periodo d’imposta non deve essere superiore a 2 e per tali eventi dev’essere redatto entro 4 mesi dalla chiusura della raccolta fondi un rendiconto economico dedicato;
  2. l’importo dei fondi raccolti non deve superare il limite massimo di 51.645,69 euro.

E’ quindi espressamente obbligatorio redigere il suddetto rendiconto in cui verranno riportare (ad esempio in una semplice prima nota) le entrate e le uscite derivate dall’organizzazione della raccolta fondi, partendo dalle pezze giustificative (scontrini, ricevute, fatture dei costi) e dalle ricevute emesse ai donanti in cambio della prestazione/vendita eseguita.

La mancata tenuta del rendiconto comporta l’applicabilità di una sanzione amministrativa da euro 1.032 ad euro 7.746.

Che tipo di eventi si possono organizzare?

Tutto quello che vi viene in mente! Saggi di fine anno, concerti, feste, sagre (ovviamente rispettando tutte le regole sanitarie,  eventuali diritti SIAE/SCF/ENPALS connessi, delibere locali, messa a norma degli impianti e delle strutture eventualmente montate).

Cosa può essere venduto?

Praticamente di tutto, sempre nel rispetto delle leggi vigenti.

Per maggiori informazioni non esitate a contattarci!

Studio Cabras