Studio di settore al tramonto.

Posted by on gen 20, 2015 in aziende, economia italiana, Slider | 0 comments

Studio di settore al tramonto.

Nessuno crede più agli studi di settore. Non ci credono più i contribuenti che negli ultimi anni hanno smesso di adeguarsi alle risultanze di Gerico, ma soprattutto non ci crede più l’Agenzia delle entrate che ha praticamente cessato di utilizzare gli studi di settore come metodologia di accertamento induttivo.

Gli ultimi dati diffusi in materia dalla Corte dei conti, relazione sugli effetti dell’azione di controllo fiscale in termini stabilizzazione della maggiore tax compliance del novembre scorso, parlano molto chiaro. Meno del dieci per cento dei contribuenti nell’anno 2013 hanno deciso di adeguare i ricavi o i compensi dichiarati alle risultanze degli studi di settore mentre, sempre nello stesso anno, il numero di accertamenti basati sullo scostamento dagli studi di settore ha raggiunto il minimo storico assoluto posizionandosi poco sopra quota 10 mila. Anche la maggiore base imponibile annua dichiarata per effetto degli adeguamenti in dichiarazione è ormai in caduta libera. Dagli oltre 5 miliardi di euro del 2006 siamo infatti passati a poco più di 2 miliardi nell’anno 2012.
Le analisi degli esiti finanziari derivanti dall’applicazione degli studi di settore in sede di dichiarazione, si legge nella citata relazione della Corte dei conti, mette in luce, a decorrere dal 2006, una progressiva rilevante riduzione della maggiore base imponibile emersa, scesa nel 2011 a un ammontare di poco superiore a 2 miliardi. In 14 anni il numero dei contribuenti che hanno applicato gli studi di settore è più che triplicato, attestandosi attorno ai 4 milioni nel 2013. Di questi ultimi oltre il 73% è risultato congruo per ricavi/compensi alle risultanze per gli studi di settore senza la necessità di effettuare alcun tipo di adeguamento nella dichiarazione dei redditi del periodo 2013.

 

FONTE: ITALIAOGGI